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marcuz
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Messaggio da marcuz » 12 lug 2008, 01:19

Kripke ha scritto:Come informatico praticante (da oltre venti anni), ti posso consigliare solo di approfondire innanzi tutto l'approccio scientifico al calcolatore e le sue peculiarità matematiche.
Cosa c'è da studiare per approfondire questo aspetto?
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Kripke
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Messaggio da Kripke » 12 lug 2008, 08:54

marcuz ha scritto:Cosa c'è da studiare per approfondire questo aspetto?
In generale, occorre appropriarsi delle basi della teoria computazionale: modelli di calcolo, macchine di Turing e sub-Turing, elementi di complessità computazionale, calcolabilità, logica, ma anche qualche cenno di linguaggi formali, semantica operazionale, metodi informazionali. Il tutto ad un livello introduttivo, per cominciare.

Un po' di pratica in parallelo, con qualche linguaggio di programmazione, su calcolatori mainstream aiuterà a comprendere meglio quali forme possono prendere nella pratica i modelli che si vanno studiando. Ma l'informatica in quanto scienza esiste a prescindere dai calcolatori fisicamente realizzabili, questo deve essere da subito chiaro.

Esistono numerosi testi in lingua italiana, spesso di recente uscita (per i programmi delle nuove lauree "brevi") che riportano in modo chiaro nel titolo uno o più degli identificativi di settore sopra rapidamente enumerati: sebbene si tratti di testi a livello di laurea triennale, sono quasi sempre destinati ad una introduzione generale e "soft" della materia, risultano scritti con grande chiarezza e non toccano argomenti troppo avanzati.
"Die ganzen Zahlen hat der liebe Gott gemacht, alles andere ist Menschenwerk." (Leopold Kronecker)

Tibor Gallai
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Messaggio da Tibor Gallai » 15 lug 2008, 11:31

fph ha scritto:Forse però dipende dal "taglio" con cui ho visto presentate le cose -- va detto che a informatica prima o poi queste cose si fanno, e il 90% degli informatici che ho incontrato quando sente le parole "spazio vettoriale" si spaventa, quindi dev'esserci modo di capirci qualcosa anche senza. :D
Non credo che ci sia il modo di capire qualcosa anche senza. La cosa che dici su quel campione di informatici si può putroppo estendere alla classe tutta, forse con una percentuale di "analfabeti" minore. Il punto è che l'andazzo attuale vuole che tutti debbano passare ogni esame, se lo provano per un numero sufficientemente alto di appelli. E che i voti non siano nemmeno così scarsi. E aggiungi che, con un po' di accortezza, ci si può costruire un piano di studi veramente ridicolo, in cui puoi quasi non sentire le parole "spazio vettoriale", e quando le senti, puoi far finta di niente.
Considera che in quelle applicazioni "ingegneristiche" tipo reti neurali etc, gli aspetti teorici sono di solito messi in secondo piano, e non sono certo l'interesse del professore medio. Quindi sì, puoi effettivamente prendere per buono tutto quello che ti viene detto, e passare l'esame. Questo però non vuol dire averci capito qualcosa.

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