Limiti nell'applicabilità della teoria delle probabilità

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vs88
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Limiti nell'applicabilità della teoria delle probabilità

Messaggio da vs88 » 12 giu 2007, 14:34

Salve a tutti, sono nuovo, sto lavorando ad una tesina sul caso e volevo sapere, come in oggetto, se il calcolo delle probabilità (nelle sue 3 definizioni) è applicabile solo ad un ambito ristretto del reale. Spero di essere stato chiaro, grazie a tutti.

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Nonno Bassotto
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Re: Limiti nell'applicabilità della teoria delle probabilità

Messaggio da Nonno Bassotto » 12 giu 2007, 14:54

vs88 ha scritto:Spero di essere stato chiaro
No. :) Però se hai qualche domanda o discussione più circostanziata, possiamo darti una mano.
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Marco
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Messaggio da Marco » 12 giu 2007, 15:09

Sì. Inoltre, giusto come regola di buona e sana convivenza, quando si va in posti nuovi, è bene adeguarsi alle usanze locali. Le trovi qui! Sposto il messaggio.

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teppic
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Messaggio da teppic » 12 giu 2007, 15:35

Non me ne intendo delle finezze relative alla definizione soggettivista e frequentista, tuttavia la terza definizione (quella buona, forse si chiama assiomatica) garantisco che si applica ad ogni ambito del reale senza errori o approssimazioni.

L'unico problema è che di solito nelle applicazioni reali si fanno delle supposizioni idealizzate che sono solo approssimativamente vere ("quando lancio un dado, i sei risultati sono equiprobabili", "quando misuro una grandezza, l'errore ha distribuzione gaussiana"), per cui i risultati (esattamente dedotti da ipotesi non perfettamente vere) hanno una validità non assoluta, anche se sono approssimativamente corretti.

Comunque non si contano le applicazioni pratiche e tecnologiche della teoria della probabilità. Funzionano ed hanno portato progressi fondamentali in molti ambiti. Non si possono quindi avere dubbi sulla applicabilità della probabilità, ma solo fare grande attenzione alle ipotesi che si fanno di volta in volta.

vs88
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Messaggio da vs88 » 12 giu 2007, 15:47

Grazie Teppic hai centrato in pieno l'argomento, io avrei bisogno di approfondire il più possibile questo argomento, forse potresti consigliarmi qualche libro, ho provato a cercare per la rete ma è stata una ricerca alquanto infelice, ancora grazie...

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teppic
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Messaggio da teppic » 12 giu 2007, 17:06

Sorry, non conosco libri che parlino di questo aspetto. Buona ricerca, comunque.

derfisc.
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Messaggio da derfisc. » 12 giu 2007, 20:27

per vs88. spero che i libri che ti ho consigliato ti siano d' aiuto

Colgo l'occasione per chiedere se qualcuno ha la passione per filosofia della scienza, e se conoscete delle università ,in Italia, dove sia possibile studiarla

Grazie. Ciao

Fioravante Patrone
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Messaggio da Fioravante Patrone » 12 giu 2007, 21:33

teppic ha scritto:Non me ne intendo delle finezze relative alla definizione soggettivista e frequentista, tuttavia la terza definizione (quella buona, forse si chiama assiomatica) garantisco che si applica ad ogni ambito del reale senza errori o approssimazioni.
si parla anche di definizione classica (numero casi favorevoli/casi possibili) e logicista (Carnap e Keynes [sì, proprio l'economista])

detto questo, vorrei esprimere il mio netto dissenso rispetto a quanto detto da teppic

quelle che teppic chiama "finezze" sono in realtà delle grandi difficoltà che affrontano le definizioni soggettiviste e frequentiste della probabilità: le loro difficoltà nascono evidentemente dal voler dare un "significato" al termine "probabilità".

E' ovvio che queste difficoltà non le ha la teoria assiomatica
Ma quando la si vuole applicare all'ambito reale, le cose non sono così carine come le presenta teppic. La teoria assiomatica è soggetta allo stesso tipo di difficoltà che hanno le summenzionate. Che, per lo meno, cercano di trovare un raccordo fra la trattazione formale ed i fenomeni osservati (descritti, che si vuole prevedere, etc.). La teoria assiomatica non dà nessuna indicazione in tal senso. Se ne lava le mani...

Cerco di essere un po' più chiaro. La teoria assiomatica non si preoccupa della bazzecola di dire quale è la probabilità che venga "6" lanciando il dado che ho davanti. Mentre un frequentista magari mi prende per scemo sentendo questa "domanda" e non si perita di rispondere fino a che non gli ho specificato un bel po' di cose in più. Al soggettivista esce il fumo dalle orecchie. Ma, alla fine, se voglio dire qualcosa sul mondo che mi circonda, devo rivolgermi a questi strani individui (o loro equivalenti)

un libro? Decision Theory di S. French ha un buon capitolo dedicato a questi temi. Decisamente abbordabile

ciao
http://www.scuderialabellaria.it

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Ponnamperuma
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Messaggio da Ponnamperuma » 12 giu 2007, 22:07

derfisc. ha scritto: Colgo l'occasione per chiedere se qualcuno ha la passione per filosofia della scienza, e se conoscete delle università ,in Italia, dove sia possibile studiarla.
Se la memoria non mi inganna, avevo visto a scuola un poster che pubblicizzava la facoltà di Filosofia dell'Università di Torino, che contemplerebbe un corso di laurea (specialistico, credo) in filosofia della scienza... urgono verifiche... :wink:

Ciao!
Andrea
La grandezza dell'uomo si misura in base a quel che cerca e all'insistenza con cui egli resta alla ricerca. - Martin Heidegger

MIND torna!! :D

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