Rivoluzione dimenticata

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ipparco
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Rivoluzione dimenticata

Messaggio da ipparco » 01 feb 2007, 17:09

C'è qualcuno che ha letto questo libro ?
L'autore si chiama Lucio Russo e insegna probabilità a Tor Vergata.
Questo libro è stato tradotto in varie lingue e, se si cerca "Forgotten revolution" su google, vengono fuori un sacco di risultati.
Il libro presenta, con svariati argomenti, la tesi che la vera rivoluzione scientifica sia avvenuta durante l'Ellenismo (Euclide, Apollonio, Ipparco, Archimede, Erone, Eratostene, ecc...) e che sia "morta" a causa dell'espansione romana.
Russo sostiene inoltre che quasi tutti i risultati iniziali della rivoluzione scientifica del XVII secolo in realtà sono stati dei "copia e incolla" da qualche testo antico e che questa origine è stata deliberatamente nascosta e/o minimizzata dall'Illuminismo per esaltare l'"uomo nuovo" a scapito del rispetto "dovuto" agli "antichi".
Domanda: chi "ci crede" ?
Dico così, perchè è faticosissimo scrollarsi di dosso l'idea inculcata fin da bambini della genialità dei rinascimentali (e post-rinascimentali) e della "stupidità" degli antichi, magari bravi a farsi le pippe mentali su Achille e la tartaruga o sull'iperuranio, ma niente di più.

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Cammy87
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Re: Rivoluzione dimenticata

Messaggio da Cammy87 » 01 feb 2007, 22:36

Non ho letto il libro, ma so che gli antichi avevano già fatto molte scoperte, che poi sono state un po' dimenticate per diverse ragioni storiche: espansione romana, medioevo,...
Molte cose sono andate perdute nell'incendio della biblioteca di Alessandria, che raccoglieva gran parte del sapere di allora, quindi non si può sapere con certezza a che punto fossero arrivati nelle loro scoperte.

Nonostante ciò mi sembra un po' esagerato affermare che la rivoluzione scientifica sia avvenuta durante l'ellenismo, anche perchè, se non sbaglio, il cardine della rivoluzione è l'introduzione del metodo scientifico, che, per quanto ne so, non veniva usato in epoca ellenistica.

Mi pare anche esagerato definire "stupidi" gli antichi, e non mi sembra un luogo comune così diffuso, anche perchè hanno raggiunto risultati importanti ricordati tuttora: gli "Elementi" di Euclide, il teorema di Pitagora, la formula di Erone,...
Inoltre l'idea della terra sferica e non piatta, e di un sistema solare eliocentrico sono nate proprio in epoca ellenistica.
>>> Io sono la gomma e tu la colla! <<<
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ipparco
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Messaggio da ipparco » 02 feb 2007, 09:04

Ecco, il problema sta proprio nel definire il concetto di metodo scientifico. Per Lucio Russo (ma non solo per lui, suppongo) metodo scientifico è introdurre assiomi "accettabili" da cui si possano derivare teoremi capaci di spiegare i fenomeni. Russo forse esagera quando sostiene che il metodo scientifico non solo i moderni l'hanno imparato a furia di leggere i testi antichi, ma spesso dimostrano di non averlo neanche capito tanto bene quando si scatenano su dibattiti concernenti la verità di una teoria scientifica (Russo riporta come esempi non solo lo scontro Galileo-Chiesa, ma perfino Bohr).
E dopo aver difeso Russo, difendo me stesso.
Tu porti come esempi del "non pregiudizio" nei confronti dei greci
1. Euclide e Pitagora (fin qui va bene, niente da dire)
2. formula di Erone (la conosce sì e no chi fa le olimpiadi della matematica, non la gente "comune")
3. idea della sfericità della terra (Eratostene ha fatto un po' di più, ha calcolato con precisione le dimensioni della terra, ma questa impresa di solito viene classificata come "colpo di fortuna" di una mente isolata, e quest'ultima cosa è veramente difficile da asserire dato che Eratostene era nientepopodimenochè direttore della Biblioteca di Alessandria)
4. eliocentrismo (anche questa nozione è poco diffusa, forse è addirittura meno conosciuta della formula di Erone).
In ogni caso, pregiudizio per me significa non dare a Cesare quel che è di Cesare. L'opera omnia dei greci non ce la abbiamo, ma i greci sono sottostimati persino rispetto ai lavori sopravvissuti.

Anlem
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Messaggio da Anlem » 02 feb 2007, 16:15

ipparco ha scritto:2. formula di Erone (la conosce sì e no chi fa le olimpiadi della matematica, non la gente "comune")
Non esagerare! Penso che alle medie l'abbiano fatta quasi tutti!

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SkZ
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Messaggio da SkZ » 02 feb 2007, 16:22

la "gente comune" se la dimentica: viene insegnata a tutti!
visto che ci sei, leggi anche questo libro
viewtopic.php?t=5980
si nota che l'uomo ha avuto la mania di riscoprire le cose invece di prendersi la briga di leggersi i testi antichi. A volte teorie belissime sono morte per pigrizia (gli anntichi cinesi conoscevano il $ ~\pi $, ma usavano l'approssimazione a 3 perche' piu' semplice da usare). L'autore mostra come non sia stato l'ellenismo la culla della cultura matematica.
impara il [tex]~\LaTeX[/tex] e mettilo da par[tex]\TeX~[/tex]

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membro: Club Nostalgici
Non essere egoista, dona anche tu! http://fpv.hacknight.org/a8.php

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ipparco
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Messaggio da ipparco » 02 feb 2007, 21:41

SkZ, sarei anche d'accordo con te: io stesso cerco sempre di ricostruirmi le dimostrazioni da solo invece che leggerle su un libro, col risultato che perdo un sacco di tempo e la mia autostima crolla. Avrei detto "sono d'accordo", se non fosse per il fatto che i padri (e i nonni) della Rivoluzione Scientifica erano soliti citare gli antichi. Cosa vuol dire questo ? Che li leggevano, forse li sapevano addirittura a memoria, limitatamente a quello di cui erano in possesso. La grandezza dei vari Newton, Galileo, ecc..., fu quella di cercare di capire le opere degli autori "giusti" (cioè Archimede, Apollonio e Euclide soprattutto) e di farle proprie, ricostruendo di persona gli eventuali esperimenti soggiacenti le teorie scientifiche (per esempio, l'idrostatica di Archimede) o applicando i metodi ad altri campi (per esempio il calcolo di Apollonio alla gravitazione).
Nemmeno io penso che tutto quello che hanno fatto Leonardo, Galileo, Newton e compagnia sia plagio, ma secondo me è innegabile che l'ispirazione (cioè "dominare" la natura) e lo stile (cioè con le dimostrazioni matematiche) sia greco al 100%.

Sherlock
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Messaggio da Sherlock » 03 feb 2007, 14:41

ipparco ha scritto:
2. formula di Erone (la conosce sì e no chi fa le olimpiadi della matematica, non la gente "comune")
Io credo di averla fatta alle elementari...la fa chiunque e poi al liceo la si rispolvera, credo per i problemi di massimi e minimi...non ricordo

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