matematica...ma bisogna essere per forza dei geni?

Qui si parla del + e del -. Se per colpa della matematica ti hanno bandito dalla birreria, qui puoi sfogarti.
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sonia995
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matematica...ma bisogna essere per forza dei geni?

Messaggio da sonia995 » 09 dic 2010, 23:38

io sono una a cui questa materia piace e, faccio esercizi ogni giorno, posso dire che mi studio un libro a settimana più un paio di settimane a fare solo esercizi di quel libro...non sono un genio ma, me la cavo, però studio fino a star male a volte...

ma vedo che molte ragazze/ragazzi qui su questo forum con la mia stessa età (o almeno, alcuni dicono di avere la mia età) risolvono problemi di teoria dei numeri, conoscono formule, teoremi o metodi che solo gli specialisti a momenti sanno XD... a me incuriosicono, ad esempio quando leggo che si parla di un teorema che non conosco faccio un salto su wiki e vedo un pò di che si tratta, riesco a capire a grandi linee di che parla o per cosa serve ecc... ma non sarei mai in grado di applicarlo o capirlo veramente...

boh, mi sento inutile U.U

x tutti i matematici, ma voi eravate tutti dei mostri in matematica prima di arrivare dove siete?...c'è una speranza che una come me possa farcela ?^^

è un mezzo sfogo, mezza domanda perchè non resistevo più a tenerlo dentro :(

Kopernik
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Re: matematica...ma bisogna essere per forza dei geni?

Messaggio da Kopernik » 10 dic 2010, 07:55

Una domanda: il motto di questo forum è "Sii un genio!" oppure "Lavorare! Lavorare! Lavorare!"? Puoi pensare che qualcuno conosca tutti "quei teoremi" dalla nascita? E' vero c'è chi impara le cose con meno sforzi di qualcun altro, ma senza studio costante non si arriva da nessuna parte. La prima volta che ti avvicini a questo forum hai l'impressione di confrontarti con dei mostri, ma è tutta questione di abitudine.
Ti faccio un piccolo esempio personale: ho fatto il classico ai tempi in cui le gare di matematica erano agli inizi, e nella mia scuola non si sapeva nemmeno che esistessero. Quando ho iniziato a insegnare allo scientifico non sapevo nemmeno risolvere i giochi di Archimede e molti miei studenti erano più bravi di me (perché avevano più esperienza di giochi). Ho studiato un po' negli ultimi anni e (per quel poco che può valere) sono stato due volte finalista a Milano ai Giochi Bocconi, gli unici accessibili a uno della mia età.
Morale: non è mai troppo tardi per imparare, e se qualcuno vuole farti credere che ha imparato tutto senza sforzo, mente. Però, per chi studia volentieri, lo sforzo diventa piacevole.
[tex]A \epsilon \iota \quad o \quad \theta \epsilon o \varsigma \quad o \quad \mu \epsilon \gamma \alpha \varsigma \quad \gamma \epsilon \omega \mu \epsilon \tau \rho \epsilon \iota \quad (\Pi \lambda \alpha \tau \omega \nu)[/tex]

Carlein
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Re: matematica...ma bisogna essere per forza dei geni?

Messaggio da Carlein » 10 dic 2010, 15:04

Lo stolto è colui che dice quello che sa.Il saggio è colui che sa quello che dice.
"And then one day you find,ten years have got behind you,no one told when to run,you missed the starting gun"

paga92aren
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Re: matematica...ma bisogna essere per forza dei geni?

Messaggio da paga92aren » 10 dic 2010, 20:00

Io fino a metà della quarta superiore ero bravo in matematica, ma non avevo mai fatto seriamente gare di matematica (ero arrivato in seconda alle provinciali ma avevo fatto schifo). Cosa più importante non avevo mai partecipato (ma nemmeno sentito parlare) degli stage di Pisa, quindi non studiavo matematica per conto mio ma solo quella che si fa a scuola.
A metà della quarta sono passato alla gara di Cesenatico grazie a tanta buona logica e un po' di nozioni di geometria (studiate in 2°).
La gara è andata molto bene (medaglia d'oro) e subito dopo ho sentito parlare (da alcuni amici di Milano) di "congruenze" come cose strane usate da quelli bravi...
Mi hanno chiamato per lo stage pre-imo del 2010 dove (molto shockato) ho visto usare qualche teorema di base (congruenze modulo p, disuguaglianze tra medie, inversioni, double caunting). Naturalmente la prova finale è andata malissimo.
Poi studiando le schede olimpiche, facendo esercizi e seguendo il corso senior ho migliorato le mie capacità.
Quindi bisogna essere portati per la matematica, ma senza lavorare non si riescono a risolvere problemi olimpici.

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domx
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Re: matematica...ma bisogna essere per forza dei geni?

Messaggio da domx » 10 dic 2010, 20:29

Anche io penso che non ci sia nulla di innato, basta studiare. Poi studiare troppo come fai tu secondo me non è neanche molto costruttivo. Magari studia di più le cose che servono per le olimpiadi (ad esempio la teoria dei numeri e le schede olimpiche di Gobbino). Comunque ti faccio un esempio: appena passato a linux mi iscrissi sul forum di ubuntu e alcuni utenti di quel forum mi sembravano dei geniacci. Dopo ho imparato ad usare meglio il sistema, ho studicchiato un minimo di programmazione in bash e in python ed ora non c'è discussione su quel forum che non possa sostenere (eccetto quelle dove si parla pesantemente di programmazione). Penso che lo stesso valga per la matematica.
P.S.:comunque io non sono certo in condizione di dare consigli, prendi il mio pensiero con le pinze ;)

staffo
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Re: matematica...ma bisogna essere per forza dei geni?

Messaggio da staffo » 13 dic 2010, 16:00

non credere, io sono nella tua situazione, con la diferenza che mi sono accorto di dover iniziare a studiare solo in quinta (non sapevo delle olimpiadi di matematica fino alla quarta, una scuola scandalosa). ora sono molto, e dico molto, disorientato, e avrei bisogno di qualcuno che mi aiutasse ad orientarmi (please)
[tex]\Lambda \eta \delta r \epsilon \alpha[/tex]

Claudio.
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Re: matematica...ma bisogna essere per forza dei geni?

Messaggio da Claudio. » 23 gen 2011, 20:07

La pura triste(tristissima da un lato, eroica da un altro ^^) verità è che in matematica senza "doni naturali" non fai niente...ma ciò non vuol dire affatto che uno non debba provarci, non debba studiarla o tentare di diventare un matematico se crede di non avere quei "doni".

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domx
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Re: matematica...ma bisogna essere per forza dei geni?

Messaggio da domx » 23 gen 2011, 20:12

Claudio. ha scritto:La pura triste(tristissima da un lato, eroica da un altro ^^) verità è che in matematica senza "doni naturali" non fai niente...ma ciò non vuol dire affatto che uno non debba provarci, non debba studiarla o tentare di diventare un matematico se crede di non avere quei "doni".
io non penso sia così, però alle volte mi viene da crederlo. Frequento un liceo classico, facciamo cose banalissime eppure ci sono molti che non capiscono nemmeno se gliele spieghi 1000 volte. Però sono più portato a dire che ciò accade perché non hanno solide basi e forse sono prevenuti nei confronti delle loro stesse capacità...

staffo
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Re: matematica...ma bisogna essere per forza dei geni?

Messaggio da staffo » 23 gen 2011, 21:19

adesso mi sento un po' di esprimermi anche io (dopo il mio ultimo post sono cambiate molte cose).

In una cosa uno deve essere portato e deve lavorare, ma queste sono due cose ovvie: in una qualsiasi cosa la predisposizione aiuta, il lavoro e l'impegno che ci si mette anche, la voglia e la passione di farla altrettanto.

Quindi se uno non è "portato" farà più fatica, ciò non implica che non ce la possa fare (magari dovrà studiare il doppio di un altro, ma ognuno ha da scegliere cosa fare nella propria vita).

Quindi non bisogna scoraggiarsi e magari col tempo ci si accorge pure che qualcosa per cui non si credeva di essere portati diventa più alla nostra portata di quanto ci saremmo aspettati.
[tex]\Lambda \eta \delta r \epsilon \alpha[/tex]

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ghilu
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Re: matematica...ma bisogna essere per forza dei geni?

Messaggio da ghilu » 17 giu 2011, 12:46

A mio parere uno è "bravo" in due sensi. In atto e in potenza.
Ovvero: detto in modo semplicistico, oggi sei a questi livelli, però potresti teoricamente arrivare a questi altri.
Quindi penso che il lavoro e lo studio ti permettano di avvicinarti sempre di più ai propri limiti (senza mai raggiungerli: non si smette mai di imparare e di migliorarsi).
Tuttavia sono il talento e la predisposizione naturale a porre questi limiti.
(Vabbé, poi ci sarebbe anche il fattore fortuna che gioca nella risoluzione di problemi, certo, ma è un altro argomento).
Voglio fare un esempio concreto: il 4 di Cesenatico di quest'anno.
Quando mi hanno raccontato del fatto che un problema 4 di geometria aveva creato enormi diffcoltà nella maggior parte dei partecipanti alla Gara, mi sono subito incuriosito.
Quando poi mi hanno dettato il testo e ne ho trovato una soluzione, lì per lì, mi sono sorpreso ancora di più. Poi ho capito.
La soluzione era molto breve e, per giunta, non utilizzava teoria che uno studente di liceo scientifico del 2°anno non conoscesse.
Pertanto non era un problema di studio.
Magari un po' di esperienza o di intuito (poco), ti poteva far venire in mente che un possibile approccio consistesse nel riflettere qualcosa (dai, quando hai due segmenti storti di cui vuoi conoscere la somma ci provi almeno a renderli dritti..).
Però la soluzione si fondava su un'idea balzana, innaturale: una costruzione asimmetrica.
Certo, una volta che ti è venuta l'idea, poi diventa facile.
Appunto. L'idea non te la insegna nessuno. La creatività, l'acutezza d'ingegno, l'intuito matematico che ti fa capire veramente il problema... non si può davero insegnare o apprendere.
La conclusione (credo, valida anche in altri campi, diversi dalla matematica, ma non mi sbilancio troppo), il lavoro e lo studio ti possono permettere di esprimere le tue vere potenzialità, attraverso un percorso di continuo miglioramento; tuttavia le doti innate, a mio parere, pongono un upper-bound.
Più brevemente: senza lavoro non si diventa buoni matematici; senza talento non si diventa ottimi matematici.
Non si smette mai di imparare.

xXStephXx
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Re: matematica...ma bisogna essere per forza dei geni?

Messaggio da xXStephXx » 25 giu 2011, 01:35

Non ho capito una cosa. Mettiamo che ci sono due tizi. Il primo di questi raggiunge il suo "limite" con lo studio. Il secondo si trova allo stesso livello del primo, ma non ha ancora raggiunto il proprio limite. Supponiamo che i due tizi abbiano bene o male le stesse intuizioni e ottengono gli stessi risultati. Se entrambi dovessero continuare ad allenarsi, per quale motivo il primo tizio, che ha raggiunto il suo limite non dovrebbe capire le cose che invece capirebbe il secondo tizio che non ha raggiunto il proprio limite? Cioè in altre parole: esiste un limite? E una volta che due si trovano allo stesso livello conta ancora il livello di partenza?

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