Voti: cosa importano?

Qui si parla del + e del -. Se per colpa della matematica ti hanno bandito dalla birreria, qui puoi sfogarti.
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Horus
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Voti: cosa importano?

Messaggio da Horus » 16 mar 2008, 11:15

Secondo voi i voti a scuola che valore hanno nella determinazione delle capacità e del valore di una persona (voti non solo in matematica)?
Per me i voti sono relativi... (evviva Einstein! :))
Io per esempio ho 8 in matematica, e non 9... ma cosa importa...? Quel che mi importa e che me la sento dentro, mi appassiona e l'amo. Gli anni delle superiori, almeno qui in Italia, per me, non valgono molto.

¬[ƒ(Gabriel)³²¹º]¼+½=¾
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Messaggio da ¬[ƒ(Gabriel)³²¹º]¼+½=¾ » 16 mar 2008, 13:25

secondo me sono inutili :D magari uno impara tutto a pappagallo per l'interrogazione del giorno dopo, prende un bel voto e dopo una settimana non sa' più niente :lol:

W i 3

Laplace89
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Messaggio da Laplace89 » 16 mar 2008, 13:45

Si anche secondo me i voti hanno una valenza molto relativa, sono dei numeri, che nella maggior parte dei casi non rispecchiano la vera preparazione di uno studente, anche per il motivo che ha detto Gabriel, in definitiva penso che gli studenti dovrebbero stare meno attaccati al numero in sé e pensare a cosa c'è dietro,a quanto quel numero sia indice delle conoscenze acquisite, anche se purtroppo spesso non è così.
'La matematica è la regina delle scienze, l'aritmetica è la regina della matematica'; C.F.Gauss

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giove
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Messaggio da giove » 16 mar 2008, 14:31

¬[ƒ(Gabriel)³²¹º]¼+½=¾ ha scritto:secondo me sono inutili :D magari uno impara tutto a pappagallo per l'interrogazione del giorno dopo, prende un bel voto e dopo una settimana non sa' più niente :lol:
Quoto. :)

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Ponnamperuma
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Messaggio da Ponnamperuma » 16 mar 2008, 17:37

Mah... ogni volta l'accanimento contro i voti...
Sono d'accordo nel riconoscere che non sempre chi prende un voto alto lo merita, come pure non sempre un votaccio rispecchia la preparazione dello sventurato.
Rimane il fatto che il voto in sè ha un senso, che se non ci fosse allora la gente sarebbe ancor meno motivata (è inutile illudersi del contrario) e semplicemente tralascerebbe ciò che non l'appassiona. E la cosa sarebbe spiacevole, poichè se da un lato permetterebbe di specializzarsi e diventare bravissimi in qualcosa (un esempio a caso, la matematica!), dall'altro favorirebbe l'ignoranza più squallida nel resto!
Il discorso è sempre il solito: occorre che chi insegna permetta di capire il valore della disciplina, mostrandone i lati più interessanti e, perchè no, divertenti; facendo capire perchè ha scelto di spendere la propria vita in quel campo...
Horus ha scritto: Evviva Einstein! :)


Non ho mai messo le mani su una versione "definitiva" della storia, ma per quel che ne so non è vero che Einstein riuscisse male in matematica o altro: semplicemente doveva fare i conti con un sistema didattico in cui non si rispecchiava per nulla, nel quale poi i docenti non erano certo felici di trovarsi di fronte un marmocchio più acuto di loro!
Gabriel ha scritto: secondo me sono inutili :D magari uno impara tutto a pappagallo...
... o magari no! Purtroppo (sono di parte, lo so!) esiste chi nasce già con il posto di lavoro nell'azienda del paparino prenotato, con lauto stipendio assicurato e la garanzia di non dover faticare quasi per nulla negli anni a venire. Ma che dire di chi non nasce con la camicia? Di chi non ha altro mezzo per emergere, se non quello di ottenere meritati risultati scolastici?
E' già indegno che si sia continuamente testimoni di comportamenti assurdi da parte degli insegnanti (vedi darkcrystal, cui il prof toglie 3 punti per una svista "proprio perchè è lui!"... mi auguro che almeno 10 te lo dia a prescindere dalla media aritmetica...), mi sembra però ingiusto banalizzare i meriti di chi certi risultati li conquista...

Scusate la ramanzina (che tale non vuole essere, peraltro: è solo il mio punto di vista!), fatemi sapere che ne pensate! :wink:
La grandezza dell'uomo si misura in base a quel che cerca e all'insistenza con cui egli resta alla ricerca. - Martin Heidegger

MIND torna!! :D

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Gatto
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Messaggio da Gatto » 16 mar 2008, 21:21

Io sono con Horus, Gabriel e Giove, almeno per quel che riguarda il liceo.

Senza contare il fatto che è comunque un essere umano a dare i voti e questo è il modo più facile per cadere nell'ingiustizia (ma d'altronde come il calcio ha bisogno di arbitri che non possono non sbagliare, la scuola ha bisogno di maestri), già è tanto se in futuro ti chiederanno il voto di uscita dall'università, figuriamoci quello di maturità... rimane il fatto che i voti sono "una piccola soddisfazione personale" ma non dovrebbero essere pesati più di quanto in effetti valgono.
"Fu chiaro sin dall'inizio che ogni qual volta c'era un lavoro da fare, il gatto si rendeva irreperibile." (George Orwell - La fattoria degli animali)

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angus89
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Messaggio da angus89 » 16 mar 2008, 21:38

Io credo che sia impossibile per un professore essere oggettivo, pertanto i voti non sono oggettivi.
Credo che la cosa migliore che si possa fare siano i test.

Un test con una serie di esercizi (per matematica) o domande (preferibilmente a risposta secca o scelta multipla)...
Questo è l'unico modo oggettivo per esaminare qualcuno, le interrogazioni o i compiti dove bisogna scrivere parecchio ed esporre un concetto con molteparole sono poco oggettivi...
Alla fine del diciannovesimo secolo, un matematico straordinario,Cantor, languiva in un manicomio... Più si avvicinava alle risposte che cercava, più esse sembravano allontanarsi. Alla fine impazzì, come altri matematici prima di lui

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julio14
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Messaggio da julio14 » 16 mar 2008, 21:45

Almeno fino al liceo, servono a fare la differenza tra chi va bocciato o meno, sono un metodo per "fare i conti" e non affidare totalmente al buon senso dei prof la decisione della promozione o bocciatura. Poi ovviamente all'interno dell'ambito scolastico di tutti i giorni acquistano una loro importanza di incentivazione allo studio, che sinceramente non mi sfiora minimamente. E' però ovvio che non tutti sono come me, e quindi molti saranno spinti a studiare di più per prendere bei voti, per quanto la cosa sia insensata. Quindi quello che trovo sia l'atteggiamento migliore è, una volta controllato che l'università che scegli non guardi il voto di maturità, di studiare per il 6 nelle materie che non ti interessano, evitando l'ignoranza squallida, e concentrarsi su quelle più importanti. Per quanto riguarda i meriti dei non-raccomandati... beh non mi sembra un discorso molto sensato al liceo. Poi non so quanto siano utili ad emergere i voti dell'università, io parlo di quello che vedo alle superiori.

Per quanto dice Angus, ovvio che i voti non sono oggettivi, ma interrogazioni e compiti servono a valutare la capacità di esposizione, scritta e orale, assolutamente necessaria, una delle poche cose che restano impresse una volta finita la scuola. Inoltre i test sarebbero soggettivi come metodo di valutazione: per essere veramente oggettivi, dovrebbero essere fatti a livello nazionale con la stessa scala di valutazione, cosa ovviamente impossibile. Inoltre la soggettività di un voto non è così importante, in genere, a parte casi eccezionali, non porta a più di un voto di differenza, che poi viene tranquillamente assorbito dalla media con gli altri voti. E anche se così non fosse, non è sicuramente uno voto in più o in meno a cambiare una carriera scolastica.

Tibor Gallai
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Messaggio da Tibor Gallai » 16 mar 2008, 21:56

Ponnamperuma ha scritto:
Horus ha scritto: Evviva Einstein! :)
Non ho mai messo le mani su una versione "definitiva" della storia, ma per quel che ne so non è vero che Einstein riuscisse male in matematica o altro: semplicemente doveva fare i conti con un sistema didattico in cui non si rispecchiava per nulla, nel quale poi i docenti non erano certo felici di trovarsi di fronte un marmocchio più acuto di loro!
Penso che "Evviva Einstein" fosse riferito alla parola "relativi", non alla storia dei voti.
A parte questo, a me risulta che i rapporti tra Einstein e la matematica (ed i matematici, soprattutto) non fossero proprio rosei, da un certo punto in avanti. A parte i vari aforismi che ci ha lasciato sui matematici, so per certo che nello stendere alcune sue pubblicazioni si avvalse di un collaboratore che curava la parte matematica. Che da fanciullo fosse molto avanti in matematica, invece è vero.

Horus
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Messaggio da Horus » 16 mar 2008, 22:05

Ponnamperuma ha scritto:
Horus ha scritto: Evviva Einstein! :)
So benissimo che Einstein non era un asino, anzi aveva una rendimento buono a scuola, nella norma.... io infatti intendevo, con un'ostica metonimia, riferirmi alla "relatività" dei voti.... :lol:
C'è stato solo un fraintendimento.

Horus
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Messaggio da Horus » 16 mar 2008, 22:09

Tibor Gallai ha scritto:
Ponnamperuma ha scritto:
Horus ha scritto: Evviva Einstein! :)
Non ho mai messo le mani su una versione "definitiva" della storia, ma per quel che ne so non è vero che Einstein riuscisse male in matematica o altro: semplicemente doveva fare i conti con un sistema didattico in cui non si rispecchiava per nulla, nel quale poi i docenti non erano certo felici di trovarsi di fronte un marmocchio più acuto di loro!
Penso che "Evviva Einstein" fosse riferito alla parola "relativi", non alla storia dei voti.
A parte questo, a me risulta che i rapporti tra Einstein e la matematica (ed i matematici, soprattutto) non fossero proprio rosei, da un certo punto in avanti. A parte i vari aforismi che ci ha lasciato sui matematici, so per certo che nello stendere alcune sue pubblicazioni si avvalse di un collaboratore che curava la parte matematica. Che da fanciullo fosse molto avanti in matematica, invece è vero.
Non avevo visto... l'aveva già spiegato lui... :roll:

Pigkappa
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Messaggio da Pigkappa » 16 mar 2008, 22:45

angus89 ha scritto:Io credo che sia impossibile per un professore essere oggettivo, pertanto i voti non sono oggettivi.
Credo che la cosa migliore che si possa fare siano i test.

Un test con una serie di esercizi (per matematica) o domande (preferibilmente a risposta secca o scelta multipla)...
Questo è l'unico modo oggettivo per esaminare qualcuno, le interrogazioni o i compiti dove bisogna scrivere parecchio ed esporre un concetto con molteparole sono poco oggettivi...
D'altra parte, ridurre la cultura a concetti che si possono esprimere con 5 parole o con una "x" nel punto giusto è abbastanza terribile. I problemi di matematica e fisica più belli richiedono di scrivere un po' ed esporre qualche concetto e non si possono risolvere solo scrivendo cose come:
3x + 6 = 0 ===> x= -2
Se l'imparzialità costringe a ridurre la cultura a cose del tipo: "Quante poesie ha scritto Carducci?" oppure "Scrivi la legge di Faraday", allora è meglio abbandonare un po' l'imparzialità...

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teppic
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Messaggio da teppic » 17 mar 2008, 09:20

Quoto Julio14 sulla necessità del sistema di valutazione ma aggiungo che il pericolo citato da Gabriel si presenta anche all'università.

In particolare istituzioni come le scuole di eccellenza e le borse di studio, che costringono a tenere alti i voti dando gli esami ad un ritmo serrato, tendono a spingere i beneficiari a concentrarsi sul superare gli esami, dimenticando a volte che lo scopo vero dovrebbe essere di acquisire conoscenza.

Capita così che fior di olimpionici poi normalisti non diventino alla fine quei matematici geniali e innovatori che uno penserebbe. :roll:

Se volete fare una bella carriera nella matematica, ricordatevene sempre. 8)

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