Studiare in America

Scuola Normale Superiore, Sant'Anna, Indam, etc. Cosa studiare, come prepararsi.
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wDan
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Studiare in America

Messaggio da wDan » 12 set 2013, 20:15

Salve a tutti! Io avrei in mente di studiare matematica in America... so gia` che molti pensano che non siano molto buone, pero` da quello che ho letto e sentito ci sono molti buoni professori e vincitori della medaglia Fields che insegnano...
Comunque, vorrei conoscere anche la opinione degli utenti del forum!
Ho pensato di provare sia alla Normale che alla Galileiana (e se andasse bene rimarrei qui sicuramente!), pero` proverei comunque a chiedere di esser ammesso in una di queste universita`:
  • University of California, Los Angeles
    Harvard University
    Massachusetts Institute of Technology
    Stanford University

    Princeton University
    University of Toronto (Canada)
    University of California: Berkeley
Le universita` americane hanno i loro PRO e i loro CONTRO... comunque, aspetto opinioni :)

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<enigma>
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Re: Studiare in America

Messaggio da <enigma> » 12 set 2013, 20:59

Se vinci una borsa di studio e vendi un rene forse riesci a pagarti il primo anno
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wDan
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Re: Studiare in America

Messaggio da wDan » 12 set 2013, 21:05

Ahah, dai! Non parliamo per una volta di soldi, parliamo solo del livello di istruzione e del livello complessivo..!

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Re: Studiare in America

Messaggio da <enigma> » 12 set 2013, 21:08

Evita il MIT, non si fa matematica seria. Inoltre, non che abbia pregiudizi contro l'UCLA o altri posti, ma se vuoi il top del top punta a Princeton poi al massimo ripieghi su Harvard o Stanford. Ma quelle che hai elencato sono circa tutte più o meno buone :wink:
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Spammowarrior
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Re: Studiare in America

Messaggio da Spammowarrior » 20 set 2013, 10:26

wDan ha scritto:so gia` che molti pensano che non siano molto buone, pero` da quello che ho letto e sentito ci sono molti buoni professori e vincitori della medaglia Fields che insegnano...
Il corso di analisi 1 te lo puo' insegnare una medaglia fields, ma alla fine le derivate le sai fare uguale a uno che ha seguito il corso di uno a caso. Anzi, ho un amico che ha seguito dei corsi di medaglie fields, e non era esattamente estasiato.
Ti elenco i pro e i contro delle università americane:
CONTRO:
1)costano tantissimo. dell'ordine dei 60000 dollari. all'anno. è vero che c'è il cambio favorevole...
2) quando esci, sai meno matematica di uno che è rimasto in italia a studiare.

PRO:
1) non saprei, fa figo?

mia opinione: resta in italia, fai l'università pubblica, compra una ferrari. qui troverai delle opzioni che ti fanno risparmiare soldi: http://www.patentati.it/listini-auto/marca/Ferrari.html

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Re: Studiare in America

Messaggio da EvaristeG » 20 set 2013, 11:13

Beh di pro ce ne sono parecchi, in realtà. Se è vero che il sistema americano dà meno preparazione nel corso della laurea, è anche vero che proprio per questo è molto più flessibile e permette di "cambiare direzione" molto più naturalmente e senza troppe conseguenze negative; inoltre, magari durante gli anni da undergraduate avere o non avere professori con una intensa attività di ricerca non ti cambia la vita, ma durante il master (che è la nostra specialistica) e ancora di più durante gli anni da dottorando questo conta parecchio.
Anche l'idea americana di doversi spostare di volta in volta e di non fare tutti i livelli di educazione nello stesso posto aiuta, in quanto i professori sono i primi a spedirti qua e là, aiutandoti parecchio nel fare conoscenze e nel farti conoscere, aspetti importanti per entrare nella ricerca.
D'altra parte, se invece uno vuol lavorare, la realtà americana, sebbene più instabile, è sicuramente più ricca di possibilità e, proprio per la succitata flessibilità, non preclude di riprendere gli studi più tardi (anzi, è normale che varia gente intraprenda i graduate studies dopo alcuni anni di lavoro).
Inoltre l'esperienza all'estero è formativa sotto diversi aspetti (ma questo conta anche per una specialistica o un dottorato o un post-doc o un lavoro e in America come in qualunque "estero", anche europeo).

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Re: Studiare in America

Messaggio da Spammowarrior » 20 set 2013, 16:33

EvaristeG ha scritto:Beh di pro ce ne sono parecchi, in realtà. Se è vero che il sistema americano dà meno preparazione nel corso della laurea, è anche vero che proprio per questo è molto più flessibile e permette di "cambiare direzione" molto più naturalmente e senza troppe conseguenze negative;
Boh, non mi sembra che valga la pena di andare a studiare a 5000 km solo per questo
inoltre, magari durante gli anni da undergraduate avere o non avere professori con una intensa attività di ricerca non ti cambia la vita, ma durante il master (che è la nostra specialistica) e ancora di più durante gli anni da dottorando questo conta parecchio.
Anche l'idea americana di doversi spostare di volta in volta e di non fare tutti i livelli di educazione nello stesso posto aiuta, in quanto i professori sono i primi a spedirti qua e là, aiutandoti parecchio nel fare conoscenze e nel farti conoscere, aspetti importanti per entrare nella ricerca.
D'altra parte, se invece uno vuol lavorare, la realtà americana, sebbene più instabile, è sicuramente più ricca di possibilità e, proprio per la succitata flessibilità, non preclude di riprendere gli studi più tardi (anzi, è normale che varia gente intraprenda i graduate studies dopo alcuni anni di lavoro).
Inoltre l'esperienza all'estero è formativa sotto diversi aspetti (ma questo conta anche per una specialistica o un dottorato o un post-doc o un lavoro e in America come in qualunque "estero", anche europeo).
Il resto della tua risposta elenca vantaggi che si hanno principalmente ad andare all'estero dopo la laurea. E non voglio assolutamente mettere in discussione che valga la pena di andare all'estero dopo la laurea, perché è vero. Andarci dopo la laurea rimuove anche il problema dei 200000 dollari di costo dell'istruzione.

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Re: Studiare in America

Messaggio da EvaristeG » 20 set 2013, 22:33

Beh, il numero di km che "vale" qualcosa è soggettivo; comunque potrebbe valerne la pena, anche perché quelle che elenco dopo sono caratteristiche del sistema americano. In francia, germania e inghilterra non è insolito che la gente si faccia vari livelli di educazione nello stesso posto (e girare per gli USA non è girare per la francia); inoltre i centri di ricerca grossi in europa non sono tantissimi. Piuttosto, c'è una specializzazione verso un settore o verso l'altro di ogni università, per cui si parla di "gruppi forti"; in alcune università americane, tra cui alcune di quelle elencate, l'alta concentrazione di grandi nomi della ricerca permette di avere uno spettro di possibilità tutte ad alto livello.
Infine, la duttilità del sistema economico e universitario è tipica degli stati uniti. In Europa non si trova.

Girando per i convegni e le università, si vede il livello delle persone. E' vero che un laureato alla "specialistica" USA non vale quanto un nostro laureato specialistico, ma al dottorato (che in italia è inesistente) le cose si equilibrano. E' una diversa distribuzione dell'apprendimento; si può preferire quella italiana o quella straniera, ma non ci sono gli estremi per condannarne completamente una della due.

(btw, una fields che ti insegna analisi 1 potrà non saper insegnare, ma se per sbaglio sa insegnare anche solo un pochino, il corso diventa una figata: è vero che "alla fine le derivate le sai fare lo stesso", ma se fosse per far le derivate che si fa il corso di analisi 1 a matematica, potremmo farlo in comune con ingegneria gestionale ... quello che può passarti una persona veramente brava, anche solo facendo il normale programma di analisi 1, è veramente tanto).

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Re: Studiare in America

Messaggio da fph » 21 set 2013, 09:22

Quelle che hai elencato sono tutte ottime università, in testa a molte classifiche mondiali (vedi per esempio il primo che ho trovato su google, http://www.usnews.com/education/worlds- ... athematics); forse U Toronto è l'unica un gradino più sotto, e te ne manca qualcuna come Yale e Caltech. Se ti accontenti anche dell'Inghilterra, aggiungi pure Oxford e Cambridge.
Secondo me il punto non è tanto USA vs. Italia, ma università con ambiente di alto livello vs. università di medio: se riesci a entrare in una di quelle che hai elencato, tanto di cappello, e ti consiglio di andarci di corsa, ma un community college a caso perde molto rispetto a una buona università in Italia (secondo me anche Pisa senza SNS, che non ha test d'ingresso --- faccio questo esempio non perché voglio dire che sia immensamente migliore delle altre, ma perché è quella che conosco meglio). Secondo me più che la qualità del docente (purché sopra un certo livello di decenza, ovviamente) conta la qualità dei compagni di corso, perché è quella che ti mette in un ambiente stimolante e definisce il livello e la velocità a cui il docente va. Vale il detto "if you are the smartest person in the room, you are in the wrong room".
Quindi il tuo piano "O Normale/Galileiana o se no una di quelle lì in America" secondo me è un ottimo piano. Non sarà facile entrare in nessuna, ma in più provi e più chance hai. (btw, non mi è chiaro se in pratica è più facile entrare, per esempio, al MIT o in SNS. Gli admission rates sono bassi per tutte e due, e ci sono pochi dati per confrontare direttamente). Ci potrebbe però essere qualche problema di tempismo con i concorsi di ammissione per il tuo piano --- sei sicuro che uno faccia in tempo a sapere com'è andato il concorso in SNS, che si protrae oltre metà settembre, prima di dover dare una risposta vincolante negli USA? Non so niente di come funziona l'ammissione laggiù quindi non ti so dire.
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Re: Studiare in America

Messaggio da Gulliver » 21 set 2013, 11:44

EvaristeG se ho capito bene il tuo messaggio, tu sconsigli pesantemente il dottorato in Italia. Volevo chiedere: il discorso vale anche per la Normale? Puoi espandere un pò cosa intendi quando dici che "non esiste"? Collegandomi a quello che dice anche fph(anche se lui si riferisce a livelli precedenti, ma forse il suo discorso vale anche per il dottorato, anzi:vale? è consigliabile un posto di dottorato, dove sebbene il corpo deocenti non si dedichi molto al tuo percorso di ricerca,che forse è quello che intendeva EvaristeG,per strani motivi i tuoi compagni pubblicano una barca di roba, fanno un sacco di seminari e quindi finisci per avere gli stimoli giusti? è uno scenario che avviene in normale al dottorato?avviene da qualche parte in italia?), non ci sono scuole di dottorato in italia con un ambiente(di compagni di dottorato) stimolante? Il grosso delle persone in gamba scappa? Poi un'altra cosa che non ho capito:@enigma puoi espandere il commento sulla matematica seria che non si farebbe al MIT(ho un amico che di recente è stato lì in visita per scegliere dove continuare e mi ha detto una cosa analoga ma non me lo riusciva a spiegare ed ha detto che è stata solo una sensazione, quindi sono rimasto colpito che tu a distanza hai dedotto una cosa analoga ed anche con un certo grado di confidenza nel giudizio, probabilmente vedendo le pubblicazioni dei docenti lì, è su questo che ti chiedo di dare un pò di dettagli)?
Grazie :D
Ciao!

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Re: Studiare in America

Messaggio da fph » 21 set 2013, 12:56

Per il dottorato è diverso. Lì è una rapporto più 1-1; conta soprattutto quanto bravo e disponibile è il tuo advisor. È impossibile valutare un'università in generale; devi valutare la singola persona e il singolo gruppo di ricerca. È vero anche che è utile essere in un gruppo grosso e ben coeso anche con i compagni di corso, e per ragioni di soldi è difficile trovare questa situazione in Italia, se non in alcuni gruppi un po' più grandini. Insomma devi sapere un po' con chi vai a lavorare, ed è impossibile che tu lo sappia già da ora perché non sai ancora quale sarà la tua specializzazione da matematico; devi tenere gli occhi aperti durante gli ultimi anni e chiedere consigli al tuo relatore.

Tieni conto che il carico di lavoro negli US e in Italia è un po' distribuito diversamente. In Italia il sistema come probabilmente sai è bachelor + master + phd. In US l'idea è avere un bachelor un po' più leggero e con meno contenuti ma che ti permette di spaziare di più (oltre alla materia principale puoi avere anche un "minor" diverso dalla matematica), che credo sia complessivamente meno impegnativo dell'equivalente italiano in una buona università. Poi si va subito al dottorato, ed esso include dei corsi abbastanza tosti ("generals" o "qualifying" o qualcosa di questo tipo) dove si fa quello che in Italia si fa nel master e si recupera tutto, e poi si comincia davvero a fare ricerca. Quindi la suddivisione in Italia è (3+2)+3 abbastanza rigida, negli US è 3+(2+3) molto elastici, dove la seconda parentesi è il dottorato e il "2" è il primo pezzo con i generals.
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Re: Studiare in America

Messaggio da <enigma> » 21 set 2013, 13:58

Semplicemente perché il MIT ha una fama per ingegneria e affini, ma di matematici buoni ne escono proprio pochini (penso che molto approssimativamente MIT : Harvard e Princeton = École Polytechnique : ENS = Sant'Anna : SNS)
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Re: Studiare in America

Messaggio da EvaristeG » 21 set 2013, 14:54

Aggiungendo su quanto ha già detto fph (tutto vero e condivisibile, obviously), ho da dire che in Italia non c'è il "concetto" di dottorato come periodo di studio altamente specializzato per avviare alla ricerca. O almeno, non c'è per buona parte dell'attuale corpo docente di matematica (chi ha più di 40 anni non ha fatto, in media, il dottorato, se era minimamente valido: 15 anni fa riuscivi a vincere un posto da ricercatore prima di finire il dottorato). Questo vuol dire che i corsi per i dottorandi sono cose a caso, spesso non coordinate tra loro, a volte nemmeno coordinate con le principali linee di ricerca del dipartimento intraprese da dottorandi.

Questo cambia se esiste un buon gruppo di ricerca, ma in matematica questo accade raramente, in italia, per ragioni "fisiologiche" e di tradizione, oltre che di fondi.

Nel dottorato, i tuoi colleghi spesso fanno altro (e quanto pubblichino non è importante, varia enormemente da settore a settore) e un loro seminario sarebbe in media incomprensibile, senza qualche periodo di studio, almeno nei dettagli "veri" della loro ricerca. Questo, sempre, a meno che tu non sia parte di un gruppo che fa ricerca su un argomento comune o su argomenti strettamente correlati.

Probabilmente tra 5 o 6 anni i dottorati in italia avranno un'organizzazione sensata, se poi arrivano anche i soldi, diventeranno forse anche competitivi a livello internazionale.

Senza voler togliere nulla ad enigma, dubito che lui abbia il "polso" delle pubblicazioni dei professori del MIT; in realtà il dipartimento di matematica del MIT è uno dei migliori in america, ma la ricerca lì è fortemente settorializzata, per cui non ci sono "picchi" in tutte le aree. Buona parte poi si svolge in collaborazione con dipartimenti applicati, quindi i puristi storcono il naso (anche se c'è più matematica nel far vincere Luna Rossa che non in certi lavori di teoria dei numeri). Ma basta vedere che tra gli emeriti ci sono nomi che ogni matematico avrà sentito, come Artin o Munkres, per capire che proprio da nulla il course 18 non è.

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Re: Studiare in America

Messaggio da Gulliver » 21 set 2013, 19:06

Ok, grazie per i chiarimenti :D
Ciao!

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Re: Studiare in America

Messaggio da <enigma> » 28 set 2013, 16:23

Visto l'argomento della discussione non posso resistere al linkare questa opinione.
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