L'eccellenza delle ragazze

Scuola Normale Superiore, Sant'Anna, Indam, etc. Cosa studiare, come prepararsi.
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SkZ
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Messaggio da SkZ » 01 apr 2010, 16:25

briciola ha scritto:Scherzi a parte, guarda che non penso di essere perfetta... anzi... tentennamenti ne ho parecchi... ma, come credo tutti nel momento in cui vengo bocciata o devo rimandare un appello, me ne piglio le conseguenze... ma ripeto: come tutti...
:lol: :lol: :lol: :lol: :lol:
non come tutti, te lo garantisco :wink:

proposte buffe da ingegneri? :shock: Orpo questo e' interessante. Ma buffe volute o tu le trovavi buffe ma loro erano seri (piu' probabile, essendo ingegneri :P).

Lo stesso prof dell'appello fuori sessione si lamentava in CdL che le studentesse ci provavano con lui. Prof e rappresentanti lo guardavano pensando "Ma se sei tu che fai il galletto?"
Cmq i silurati ai suoi esami erano solo per vastita' dell'esame.

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Messaggio da EvaristeG » 01 apr 2010, 17:50

A parte la coglioneria di Tibor, che è esattamente quello a cui mi riferivo parlando di "commenti che possano risultare offensivi per altri utenti", "proposte buffe" era un eufemismo per indicare l'offerta, da parte di qualche studentessa (non tutte le ingegnerie sono "maschili", SkZ), di certo tipo di scambi comunemente vantaggiosi, almeno secondo le suddette...

Briciola, non darmi del lei ... non credo di avere molti anni più di te e non sono un tuo professore (tra il resto spesso anche i miei studenti passano automaticamente al tu dopo gli esami).

Btw, qualche tempo fa vidi in tv su rai uno in seconda serata, in qualche programma che non mi ricordo, Anna Nobili, professoressa di matematica all'UniPi.

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SkZ
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Messaggio da SkZ » 01 apr 2010, 19:01

Rendersi vicendevolmente piu' felici? :wink:
lo so che non sono solo ragazzi (conosciute alcune niente male :P), ma la lingua italiana vuole che il caso generale sia maschile ;)
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Anlem
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Messaggio da Anlem » 02 apr 2010, 22:45

SkZ ha scritto:[Torno a ricordare che la Statistica e' anch'essa Matematica e come tale va trattata con la dovuta precisione che vi si richiede nelle soluzioni postate. Neppure il tuo caso puo' far sorgere dubbi perche' possibilissimo se le distribuzioni di punteggi non sono uguali. Se per i maschi la media si pone verso punteggi alti e quello delle femmine verso il basso, e' altamente probabile che alla fine passino piu' maschi ;)
tanto per esempio, l'unica risposta che si puo' dare al mio esempio di prima e' "Il campione non e' completo, ergo sono dati senza senso". Non puoi fare statistica dicendo che su 14 dottorandi 6 sono ragazze: e' un fatto ma non un dato statistico (se all'esame c'erano solo 6 ragazze e' stato un successone, se ce n'erano 100 una strage).
Infatti parlavo di qualche dubbio non di certezze. In tal caso ci sarebbe bisogno di analizzare altri dati più significativi (ad esempio i punteggi realizzati agli scritti o non so cos'altro) :wink:

Eolo
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Messaggio da Eolo » 08 apr 2010, 10:36

Secondo voi c'è diversità di motivazione tra i ragazzi e le ragazze che si iscrivono a matematica? Cioè, già a 19 anni le ragazze sono meno interessate alla ricerca (e quindi meno interessate alle scuole di eccellenza che avviano proprio alla ricerca)? Oppure a 19 anni il desiderio di dedicarsi alla ricerca è ugualmente distribuito tra maschi e femmine?

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Nonno Bassotto
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Messaggio da Nonno Bassotto » 08 apr 2010, 12:53

Non so rispondere alla tua domanda, ma non credo che molte delle persone che provano i concorso ad esempio in normale siano interessate alla ricerca o più i generale abbiano le idee chiare su quello che faranno dopo. Io di sicuro non le avevo.

E anche quando le hanno, probabilmente hanno un'idea un po' distorta di quello che sia la ricerca. E purtroppo devo aggiungere che la normale non aiuta molto a formarsi quest'idea.
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Eolo
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Messaggio da Eolo » 08 apr 2010, 15:34

Quali errori si commettono in genere quando si pensa alla ricerca a 18 anni? Per te che sei ormai un nonno matematico, cos'è oggi la ricerca matematica?
Mi sembra strano leggere che le scuole di eccellenza fanno poco per far capire cos'è la ricerca. Io mi sono informato nei siti di tutte le scuole di eccellenza e tutte dicono che la formazione proposta è finalizzata ad un inserimento precoce in progetti di ricerca. Non è così?

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Nonno Bassotto
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Messaggio da Nonno Bassotto » 09 apr 2010, 00:36

Non è che a 18 anni commettessi qualche errore nel pensare alla ricerca in matematica, è che non avevo proprio la più pallida idea di cosa fosse. Durante gli anni dell'università mi sono fatto una buona idea di che cos'è la matematica, ma non di che cos'è la ricerca.

Fondamentalmente quello che mi mancava di vedere durante l'università era:
1) Che la ricerca si fa molto più da soli di quanto si studi matematica per un esame.
2) Che la ricerca può essere un sacco frustrante. Ci vuole molta volontà per fissarsi su un problema e passarci i pomeriggi davanti al foglio bianco, per mesi, quando c'è un sacco di matematica che non conosci (e ce ne sarà sempre) e che è a portata di libro.
3) Che è veramente difficile trovare da soli un problema del giusto livello per essere affrontato. E quando è qualcun altro ad assegnarti un problema, è difficile che ti prenda al punto da passare i mesi a pensare solo a quello.

Praticamente tutti matematici che conosco hanno pensato di abbandonare la matematica durante il dottorato, o poco dopo, incluse persone come Atyiah e Serre. Secondo me questo accade perché l'università non ti prepara abbastanza all'idea di quello che verrà dopo, e le scuole di eccellenza non fanno eccezione. Anzi, il clima di cazzeggio perenne che c'è in normale contribuisce a rendere ancora più lontana l'idea del momento in cui dovrai metterti sotto e lavorare. E il fatto di dare un sacco di esami con voti alti fa sì che tu non ti metta abbastanza in discussione.

(Ciò detto, vorrei aggiungere che, al di là dell'avatar, ho 29 anni, non è che sia questo nonno matematico...)
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Pigkappa
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Messaggio da Pigkappa » 09 apr 2010, 00:48

Nonno Bassotto ha scritto:2) Che la ricerca può essere un sacco frustrante. Ci vuole molta volontà per fissarsi su un problema e passarci i pomeriggi davanti al foglio bianco, per mesi, quando c'è un sacco di matematica che non conosci (e ce ne sarà sempre) e che è a portata di libro.
Ci sono dei momenti in cui ci si rende conto di aver scelto bene non iscrivendosi a matematica :roll: .


D'altra parte, penso sia giusto che la priorità del corso di laurea in matematica sia insegnarti la matematica. Far perdere mesi e mesi a sbattere la testa su qualche problema quando ancora non si sono studiati gli argomenti di base non sarebbe una mossa particolarmente brillante, secondo me.

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Nonno Bassotto
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Messaggio da Nonno Bassotto » 09 apr 2010, 14:05

Uhm, temo di essere stato frainteso. Durante il dottorato ho avuto un sacco di dubbi, ma mai quello di aver fatto bene ad iscrivermi a matematica. Anzi, più mi sono reso conto di come sono le altre università, più sono stato contento di aver fatto matematica.

Inoltre non ho mai detto che all'università si dovrebbe far fare ricerca ai ragazzi invece che insegnare loro la matematica. Però a me nessuno ha mai detto come sarebbe stato quello che sarei andato a fare, anche a parole. Avrei voluto che qualcuno ogni tanto mi avesse spiegato la differenza fra il tipo di lavoro che si fa all'università e quello che viene dopo.

E quello che dicevo nel punto 2) non riguarda tanto il fatto che sia faticoso fare ricerca. Piuttosto che sembra uno spreco di tempo, rispetto a studiarsi cose già esistenti. Nello stesso tempo in cui dimostro un teorema che conosceranno 5 persone, avrei potuto magari impararmi tutta la teoria della dualità di Verdier, o gli schemi in gruppo o qualsiasi altra cosa. Conoscerei un piccolo teorema in meno e un sacco di matematica in più.
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Messaggio da SkZ » 09 apr 2010, 19:16

In astronomia in molti arrivano immaginandosi a rimirare stelle con un telescopio. Lavoro molto aulico in luoghi ameni e stupendi. E poi si smarriscono d'animo quando devono affrontare esami di matematica e fisica. Infatti l'abbandono e' molto alto (almeno ai miei tempi).
A Padova solo "recentemente" (dal 2000) si e' iniziato a fare laboratorio in modo da mostrare cosa e' la ricerca, che significa sbattere la testa su dati da rimaneggiare affinche' salti fuori qualcosa.
La ricerca astronomica ad esempio e' tutto tranne quello che pensa la gente: osservi solo perche' non ci sono altri disposti a perdere tempo per prendere i tuoi dati e non e' bene delegare tale attivita' (gente che li prende male ne esiste). Osservare poi vuol dire lavorare dalle 15 alle 7 stando chiusi in una stanza uscendo a volte solo per controllare come e' il cielo. L'ho fatto per 6 notti e vi assicuro che e' massacrante (pero' i posti sono in effetti fantastici, ma alla fine crolli dal sonno).
Ma quella e' stata un breve "vacanza" dal lavoro vero: elaborare le immagini per ottenere i migliori dati possibili con cui farci della buona statistica e tanti calcoli matematici, lavorando 8h al giorno al pc quando hai poco da fare (a volte esco dal dip alle 12 per fare commissioni e mi "meraviglio" della presenza del sole :D mi sento tanto una gallina da batteria).
In ricerca non lavori per altri, ma per te (anche se lavori in un gruppo). Come un artigiano, piu' produci meglio e' per te. Il ritorno economico pero' non c'e', tranne nei casi di alcune univ che pagano per ogni articolo pubblicato.
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Messaggio da Eolo » 09 apr 2010, 22:19

Ad esser razionali bisognerebbe spaventarsi di quello che raccontate, invece i vostri racconti sono affascinanti, mi sembra la descrizione di una vita libera (anche se qualcuno, non io, potrebbe pensare che siete schiavi della matematica). Farsi guidare dalla propria curiosità, senza preoccuparsi dell'utilità.... :D

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Messaggio da SkZ » 10 apr 2010, 00:03

Ecco un filo di raziocinio c'e' ancora: continua che lo riesci a eradicare :D
:lol:

Come ha detto il Nonno, "ma chi me lo fa fare" se lo chiedono tutti!
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Eolo
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Messaggio da Eolo » 10 apr 2010, 15:08

La vostra è una matematica da asceti, ci sono altri modi di far ricerca matematica?
Se l'unico modo è il vostro, una ragazza che desidera far ricerca deve già pensare che, scusate la banalità, prima dei suoi 40 anni non potrà avere un figlio, o due?
Per conciliare la matematica con una vita personale normale l'unica strada per una donna è quella di far la professoressa?
Se una ragazza dentro di sè ha già capito questo, anche senza averci mai pensato, è chiaro che nella maggior parte dei casi non ci prova a far gli esami per le scuole di eccellenza. Per far la prof di matematica basta la laurea, una qualsiasi, quella dell'università più vicina a casa.
:cry:

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Messaggio da Spammowarrior » 10 apr 2010, 16:35

Eolo ha scritto:La vostra è una matematica da asceti, ci sono altri modi di far ricerca matematica?
Se l'unico modo è il vostro, una ragazza che desidera far ricerca deve già pensare che, scusate la banalità, prima dei suoi 40 anni non potrà avere un figlio, o due?
Per conciliare la matematica con una vita personale normale l'unica strada per una donna è quella di far la professoressa?
Se una ragazza dentro di sè ha già capito questo, anche senza averci mai pensato, è chiaro che nella maggior parte dei casi non ci prova a far gli esami per le scuole di eccellenza. Per far la prof di matematica basta la laurea, una qualsiasi, quella dell'università più vicina a casa.
:cry:
non sono un ricercatore, però attenta: ormai le strade che ci si trova davanti usciti di matematica non sono più solo ricerca e insegnamento, un matematico è richiesto anche in altri campi (informatico, finanziario, assicurativo per dirne alcuni)
poi sul conciliare vita e lavoro (o vita e ricerca) non posso ancora esprimermi.

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