volontà

Un forum per discutere di tutto quello che non riguarda la matematica!

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germania2002
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Messaggio da germania2002 » 01 gen 1970, 01:33

Su invito si SW9 (ma poi che significa SW?), aprò un topic sulla discussione sulla definizione di volontà.....
<BR>O anche secondo voi a cosa può servire (il post dovrebbe svilupparsi in parallelo con il cervello matematico, fermo da tempo. Però mentre qui si fà filosofia, li si fanno ragionamenti un pochino più induttivi)
<BR>
<BR>Inizio io, secondo me la volontà è la capacità di migliorare in qualcosa in modo non istintivo (o naturale).[addsig]
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SoN_NYO
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Messaggio da SoN_NYO » 01 gen 1970, 01:33

La volontà è la forza che abbiamo dentro di noi, che nasce da un primitivo bisogno di sopravvivere ma poi si evolve con noi diventando + un mezzo di Xfezionamento. Così almeno credo io. Noi siamo schiavi della nostra volontà. Chi nn ha volontà è destinato a soccombere, X certo. Mentre chi ha molta forza di volontà può fare qualsiasi cosa. SEcondo me è anke la forza con cui ognuno di noi supera gli ostacoli ke la vita ci pone davanti, chi è + forte e non si arrende riescea fare cose incredibili, davvero![addsig]
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mik
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Messaggio da mik » 01 gen 1970, 01:33

Da come la vedo io questo della volontà è uno degli argomenti filosofici più interessanti in assoluto... purtroppo però, come tutte le definizioni è una questione di termini usati e di significati che si attibuiscono alle parole, dipende insomma da come uno intende la parola \"volontà\".
<BR>Io sono abbastanza d\'accordo con tutte le vostre definizioni della parola, il problema però è secondo me che non sono complete, diciamo che per come la vedo io \"volontà\" è anche quello che avete detto voi, ma non solo. Un altro problema è per me che sono definizioni un po\' troppo \"poetiche\" e con questo non voglio dire niente di male sulla poesia naturalmente.
<BR>Io ci dò una definizione molto operativa alla volontà: per me la volontà è tutto ciò che non è fatto. Così è poco chiaro e poi dipende dalla definizione di \"fatto\". Mettiamola così: io chiamo fatto tutto quello che nella vita, sia fisica che intellettuale è per così dire oggettivo, cioè non è opinabile; la verità dei cosiddetti fatti è una cosa che va o semplicemente constatata, oppure può essere la conclusione di un ragionamento, che però sia un ragionamento oggettivo. Per fare qualche esempio un fatto è che ieri mi sono alzato alle 9.34 di mattina oppure che se lascio cadere un uovo esso cade, ma un fatto è anche il teorema di pitagora (e chi ha esperienza universitaria di matematica si ricorderà bene che i professori parlano spesso di \"fatti\" matematici, questo per dire che la mia definizione di \"fatto\" non è poi così strampalata come potrebbe sembrare a prima vista).
<BR>Detto questo la volontà per me è tutto ciò che sfugge a determinazione oggettiva: un\'espressione della mia volontà è per esempio che preferisco il gelato alla fragola rispetto a quello al limone. Attenzione a questo punto perchè è espressione di volontà sia il preferire una cosa che fare quella determinata cosa, dunque come si potrebbe obbiettare, questa mia definizione tralascia la differenza che esiste tra volontà intesa come volontà \"pratica\"(volontà di azione) e volontà intesa come espressione di un giudizio di gusto o estetico (per chi sa di filosofia in questo momento sto saccheggiando il vocabolario Kantiano e sto assimilando critica della ragion pratica e critica del giudizio in un\'unico concetto, appunto la volontà).
<BR>Le ultime due precisazioni, se no mi dilungo troppo:
<BR>1) quando dico che la volontà sfugge a determinazione oggettiva intendo che ne sfugge per definizione, non per motivi per così dire contingenti. Mi spiego: nessuno sa a che ora del giorno cleopatara si sia svegliata il giorno del suo 14esimo compleanno, ciononostante si sarà pure svegliata a qualche ora, voglio dire che la cosa sfugge ad una determinazione oggettiva, ma la si sarebbe potuta determinare, quindi è un fatto anche se è sconosciuto, mentre se l\'eutanasia sia giusta o sbagliata è una cosa soggettiva che dipende dalla morale e dai principi individuali, non è un fatto in quanto non è determinata, ma non è nemmeno determinabile.
<BR>2) una volontà è tale solo per chi la esercita, non per chi la vede esercitata.
<BR>Anche qui provo a spiegarmi: se a me piacciono le mele e decido di comprarne tre chili e lo faccio, tutto ciò è una cosa soggettiva che però agli occhi degli altri risulta come un fatto (è una fatto che io dichiari di preferire le mele ed è un fatto che io il tal giorno alla tal ora ne abbia comprate tre chili nel negozio sotto casa), mentre introspettivamente per me è una volontà, è così, io sento che voglio fare così e basta, non c\'è spiegazione.
<BR>Il concetto di volontà scaturisce dalla contraddittoria natura umana che tenta di capire e prevedere la realtà e con la realtà \"esterna\" ci riesce, mentre con quella \"interna\" fallisce inevitabilmente (controlla alla voce \"sentimenti\", chi è mai riuscito a capire i propri?Quelli degli altri invece magari si può provare a studiarli, come fa la psicologia, anche se in maniera non altrettanto precisa come le scienze esatte).
<BR>Dopo questo poemone magari anche poco chiaro nonostante tutti i miei sforzi, vi auguro la buonanotte vista l\'ora...fatemi sapere cosa ne pensate che è un bell\'argomento.
<BR>Michele

Tamaladissa
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Messaggio da Tamaladissa » 01 gen 1970, 01:33

Secindo voi esiste o no il libero arbitrio?
<BR>
<BR>Domanda che non va presa alla leggera, che influenza non poco il modo di pensare e strettamente legato al concetto di volontà.
<BR>
<BR>P.S: W i notturni, a me non van giù i 2 l di birra + limoncino di ieri sera e mi ritrovo sveglio. Ora tento di riassopirmi<BR><BR>[ Questo Messaggio è stato Modificato da: Tamaladissa il 29-12-2003 04:28 ]

SoN_NYO
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Messaggio da SoN_NYO » 01 gen 1970, 01:33

Mik hai scritto un bel pò, mi ci è volutpo un secolo X leggerlo tutto! Cmq , anke se certi concetti mi sono sfuggiti, sono dacordo con la tua definizione di volontà. X tamaladissa: il libero arbitrio esiste e deve esistere, noi siamo soggetti ad una scelta, e siamo solo noi a decidere del nostro futuro. La possibilità di scegliere tra bene e male ( anke in modo inconscio) , e do redomeci al limite. Volontà>>>all![addsig]
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germania2002
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Messaggio da germania2002 » 01 gen 1970, 01:33

gurda mik, hai spiegato benissimo la tua definizione di volontà, però io non son d\'accordo.
<BR>
<BR>Secondo me la volontà (e lo spiego lungo) è la capacità in ognuno di noi di migliorarsi in ambiti che richiedono concentrazione e non talento naturale. Mi spiego:
<BR>Diciamo che il ragazzo A sia nato con un \"intelligenza\" matematica un pò più sviluppata della media detta L, L è una frazione della sua intelligenza matematica potenziale F, tale che F/L > 1. Poichè è portato naturalmente alle scienze che trattano la matematica arriverà ad un livello X senza sforzarsi troppo (cioè studiare molto [ergo meno di 1 ora], fare una cifra di esercizi, etc...), arrivato al livello X lui ha abbastanza conoscenze matematche che riescono a colmare la sua \"intelligenza potenziale\" iniziale (naturale) L, però in potenza (e qui parlo all\'Aristotele che per me è sempre stato un cretino, cazzo) lui ha ancora molto da esprimere. Quindi con lo studio approfondito e con un bel pò di esercizi lui porterà la sua \"intelligenza\" oltre il livello iniziale L e tenderà al livello finale F. Quindi qui ho presentato un caso di volontà per superare i propri limiti in un campo con talento naturale.
<BR>
<BR>Ora parlo di un caso per superare i porpi limiti in un campo dove si ha poco talento naturale.
<BR>Detto il ragazzo B che ha un \"intelligenza motoria\" iniziale più bassa della media, detta M, M è una frazione della sua intelligenza motoria N, però tale che 2>N/L>1 (cioè e non oltre il doppio). Il ragazzo in modo naturale svilupperà tutta la sua intelligenza motoria iniziale (naturale) M, però per superare i propri limiti deve iniziare ad allenarsi per molto tempo finchè non svilupperà capacità motorie che tendono di esprimere N.
<BR>
<BR>Bè forse non sono chiarissimo, cmq spero si capisca quello che voglio dire. [addsig]
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mola6
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Messaggio da mola6 » 01 gen 1970, 01:33

il libero arbitrio esiste ed è la possibilità che abbiamo di sciegliere. è vero che la scelta può essere influenzata da un sacco di fattori ma l\'ultima parola è sempre la nostra, per fortuna!!...[addsig]
"Per perdere la testa, bisogna innanzi tutto averne una!" A. Einstein

mik
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Messaggio da mik » 01 gen 1970, 01:33

Mmm... la discussione si fa sempre piu interessante... anche il libero arbitrio adesso... comunque sono d\'accordissimo con te tamaladissa, il libero arbitrio è strettamente legato alla volontà, anzi per me, secondo la definizione che ho dato sopra (forse poco chiara), le due cose coincidono, non esiste volontà senza libero arbitrio e viceversa. Sul fatto se esista o no questo benedetto libero arbitrio, è una questione filosofica su cui tutti (filosofi, religiosi e letterati) hanno dibattuto e non hanno ancora smesso a dirla tutta. Per me il discorso è semplice, come dicevo sopra la volontà è tale solo per chi la esercita, non per chi la vede esercitata, e così è anche il libero arbitrio, che è tale solo per il soggetto che lo esercita. Provo a spiegarmi: detta in maniera molto rozza, una persona vista dall\'esterno è semplicemente una ammasso di materia che attraverso processi chimici ecc... si muove nell\'ambiente secondo le regole dela fisica, in pratica è una \"macchina\" una persona se analizzata dall\'esterno non ha niente di libero. Mi si potrà facilmete obbiettare che le persone hanno comunque un ampio margine di imprevedibilità (sfido chiunque a \"calcolare\" a che ora andrò in bagno domani mattina), ma questa è un\'imprevedibilità causata non dal fatto che (visti da fuori intendo) siamo liberi, ma dal fatto che siamo una macchina così complessa, ma così complessa che (almeno attualmente) non possiamo essere \"calcolati\" se non con una bassissima precisione (e attualmente di ciò si occupa la psicologia, scienza notoriamente poco esatta). Per fare un esempio \"calcolare\" le azioni di una una persona è come dover fare le previsioni del tempo che farà tra 3 anni, non c\'è dubbio che l\'atmosfera segua le leggi della fisica, ma prevedere che tempo farà nel 2007 è praticamente impossibile attualmente (teoria del caos per i macrosistemi), domani chi sa...
<BR>Scusatemi la brutalità dei termini, non vorrei che pensaste che ritengo i vostri sentimenti pane per la mia calcolatrice...
<BR>E allora, mi direte voi, il libero arbitrio esiste o no? Ovvio che esiste, ma come percezione introspettiva di se stessi, io sono libero dal punto di vista di me che mi guardo da dentro, punto di vista dal quale non posso di certo \"calcolarmi\" in quanto non riesco a vedermi in maniera oggettiva, non so se mi spiego... per farla breve la nostra convinzione di potere effettuare libere scelte dipende dalla prospettiva sotto cui ci poniamo, se ci poniamo da un punto di vista \"soggettivo\" allora siamo liberi eccome, liberi nel senso di indeterminati e indeterminabili razionalmente, in quanto sfuggiamo ad ogni schema o legge della ragione, è questa l\'essenza della libera volontà.
<BR>
<BR>Per SoN_NYO: scusami, come vedi ho il difetto di dilungarmi nelle mie spiegazioni, ma immagina quanto poco chiaro sarei stato se avessi scritto la stessa roba in metà spazio...se mi dici in che cosa non sono stato chiaro posso provare a spiegarmi meglio.
<BR>
<BR>Per Germania: il tuo modo di intendere la volontà è diverso dal mio, ma mi sembra molto originale...però ci sono un paio di cose che non ho capito, puoi spiegarti in maniera un po\' meno numerica e più...(perdonatemi il termine) ... dialettica?
<BR>
<BR>Alla prossima gente

Tamaladissa
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Messaggio da Tamaladissa » 01 gen 1970, 01:33

Il problema è: se tutto ciò che esiste segue determinate legi allora perchè non dovrebbe seguirle anche il nostro cervello. In pratica si parla del principio di causa-effetto in seguito superato dal principio di indeterminazione di Heisenberg. Comunque a parte questo secondo vio è possibile, in via teorica intendo prevedere esattamenrte le scelte di ciascuno? Non dimentichiamo che è l\'ambiente in cui viviamo che condiziona il nostro modo di pensare non viceversa. Io eseguo questi ragionamenti perchè è l\'ambiente di questo forum che lo richiede, oppure no?
<BR>
<BR>Dite come la pensate voi

mik
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Messaggio da mik » 01 gen 1970, 01:33

Complimenti Tamaladissa, stai andando sempre più a fondo nello sviscerare il problema: secondo me IN LINEA PRETTAMENTE TEORICA è possibile prevedere le scelte di una persona e questo appunto per il già da te citato principio di causa-effetto: il mondo segue dele leggi da cui nessuno si può svincolare, o almeno così la penso io.
<BR>Riguardo al principio di indeterminazione di Heisemberg: di un elettrone si può conoscere o la velocità o la posizione e non tutte e due contemporaneamente, più aumenta la mia sicurezza sulla sua posizione, più diminuisce quella sulla sua velocità e viceversa, ma ciò non toglie che, anche se non la conosco, l\'elettrone ABBIA COMUNQUE una velocità ed una posizione precise CONTEMPORANEAMENTE. C\'è una gran parte della scuola fisica che ha preso un andazzo molto empirista e sostiene che un qualcosa di fisico ha senso solo nel momento in cui la misuro, e in questo senso dunque un elettrone NON HA velocità e posizione proprie contamporaneamente, ma a me non piace intenderla in questa maniera, per me una cosa che esiste esiste oggettivamente anche se io non ne conosco l\'esistenza...vogliamo negare che plutone esistesse anche prima che venisse visto per la prima volta negli anni \'20? Citando Einstein... \"Dio non gioca a dadi\" (aggiungo comunque che io sono ateo, non faccio riferimenti religiosi, era solo una citazione che rendeva l\'idea...).
<BR>Secondo questa mia interpretazione quindi noi non siamo liberi, perchè oggettivamente dobbiamo seguire delle leggi, ma sembriamo a noi stessi liberi in quanto dall\'interno non riusciamo a prevederci e ad inquadrare le nostre sensazioni all\'interno di regole che riconosciamo invece nella realtà esterna.

germania2002
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Messaggio da germania2002 » 01 gen 1970, 01:33

@volontà.
<BR>La spiegazione diualettica di quel che sostengo nel mio post è più o meno questa.
<BR>
<BR>Ognuno di noi (secondo i miei pensieri elaborati da esperienze e libri) nasce con le varie aree di intelligenza sviluppate ad uno stato iniziale, saturare queste capacità intellettive iniziali lo si fà in modo naturale e stimolarle oltre questo limite inizile che richiede allenamento e concentrazione, ecco quindi una definizione di volontà applicata all\'intelletto (al corpo è un\'altra cosa, ma si scambia il muscolo con il cervello).
<BR>
<BR>
<BR>
<BR>@LIBERO ARBITRIO
<BR><!-- BBCode Start --><B>Secondo me</B><!-- BBCode End --> noi possiamo fare una scelta, ma poichè io credo che l\'universo sia regolato da leggi matematiche imposte dall\'ente o complesso di enti X. (e qui sostengo di avviccinarmi ai platonici.
<BR>Platonici: credono che la matematica sia immanente all\'universo
<BR>Formalisti: credono che la matematica sia un modo razionale di adoperare simboli ed adattarli ai fenomeni fisici
<BR>Costruttivisti [o simile]: credono che la matematica sia un\'invenzione umana e si adegua ai fenomeni fisici poichè noi la adatttiamo alla natura)
<BR>Ergo, se l\'universo è regolato da leggi matematiche, ci sarà una legge della logica (quella che noi chiamiamo combinazione o destino) che in base alle scelte che noi facciamo crea un\'algoritmo ramificato che restringe o allarga di volta in volta le scelte che possiamo prendere.
<BR>Esempio molto semplificato: Sono in un incrocio, posso prendere 5 decisioni:
<BR>1) andare a Nord
<BR>2) andare a Sud
<BR>3) andare ad Est
<BR>4) andare ad Ovest
<BR>5) starmi fermo.
<BR>Se decido la (1) mi si presenteranno queste condizioni:
<BR>1.1)Andare dritto
<BR>1.2) andare di lato
<BR>1.3) andare di traverso
<BR>1.4) entrare in una casa
<BR>1.5) parlare con un passante
<BR>1.n) .......
<BR>e via dicendo, come vedete le opzioni sono aumentate. Intanto un\'altra persona prende un\'incrocio opposto al mio, prende la scelta opposta alla mia e si ritrova nella stessa via con le stesse scelte:
<BR>1.1) Andare dritto
<BR>1.2) andare di lato
<BR>1.n)....
<BR>sceglie la 1.5 e si ritrova a parlare con me. Questo secondomè e la realta della scelta, noi abbiamo una scelta che è vincolata dalle n scelte che possiamo fare in quel momento del sistema e con una certa approssimazione (quale sarà la scelta più probabile???) già prevista da esso. Per cui credo che se la mia ipotesi fosse vera, in un futuro si potrebbe creare benissimo un\'algoritmo che descriva le azioni di una persona che non è coscente di essere osservata (altrimenti si amplierebbero le sue scelte in funzione di quel che sà e di quel che può pensare).
<BR>
<BR>@mik: la tua definizione di volontà sembra la relatività (sistemi di riferimento soggettivi e oggettivi) trasformata in filosofia.[addsig]
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mario86x
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Messaggio da mario86x » 01 gen 1970, 01:33

Sono pienamente d\'accordo con tutto quello detto da Mik.

Tamaladissa
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Messaggio da Tamaladissa » 01 gen 1970, 01:33

Ho letto attentamente le argomentazioni di Germania e di Mik. E\' interessante la teoria di quest\'ultimo definita \"relativistica\" da Germania. Germania poi aggiunge che in linea teorica è possibile quindi prevedere con esattezza le possibili scelte di un individuo. Il problema è: in che modo bisogna procedre per sincerarsi circa la prossima scelta del suddetto individuo? Cioè, quanti e quali devono essere i parametri da tenere in considerazione per un\'operazione del genre? E in tutto questo procedimento, il carattere intrinseco dell\'individuo, che ruolo ricopre? Voglio dire, un uomo particolarmente emotivo tenderà a fare una scelta probabilmente diversa da quella di una persona più rude e rozza. (questo solo per fare un esempio). E\' per questo che penso che al fine di riuscire a trovare l\'azione dell\'individuo più probabile, sia necessario raccogliere la maggior quantità di dati possibili nel tempo, cercando di capire in anticipo quale sia la VOLONTA\' dell\'individuo in una determinata circostanza. Rilevando tutti questi dati ci si accorgerà che determinati modelli simili di individui sono stati per così dire \"plasmati\" da altrettanto simili contesti in cui sono vissuti. Ribadisco quindi il ruolo CENTRALE RICOPERTO DALL\'AMBIENTE CIRCOSTANTE. Questa idea, molto darwiniana, sembra adattarsi bene ai fatti che realmente accadono. E\' il nostro stesso fisico (cervello incluso) che reagisce e si automodifica in seguito a determinati segnali inviati da ciò che lo circonda; l\'uomo reagisce di conseguenza alla ricerca di una VITA SEMPRE PIU\' PIACEVOLE E DURATURA SOPRATTUTTO PER SE\' e in molti casi anche per TUTTI. Quel che differenzia la reazione agli eventi dell\'uomo rispetto agli animali è essenzialmente la capacità unica umana di CONFRONTARE, per MIGLIORARE. L\'uomo a differenza di insetti, animali o piante oltre ad adeguarsi a ciò che gli succede attorno, cerca di prendere spuno dagli stessi cambiamenti per volgerli a proprio favore. -L\'uomo primitivo che vede continuamente distruggersi la propria capanna in prossimità di un albero a causa dei fulmini, non solo inizierà d abitare le grotte, ma sfrutterà la potenza del fulmine per creare un fuoco, scaldarsi, cuocere i cibi, ecc.-
<BR>
<BR>Spero di non avere annoiato che abbia avuto la pazienza di leggere ciò che ho scritto. Spero di vedere domani numerose repliche sull\'argomento.
<BR>
<BR>Ciao e buonanotte

mik
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Messaggio da mik » 01 gen 1970, 01:33

Premetto che spero di non avere frainteso quello che intendete, ma se ho capito bene germania tu per volontà intendi un determinato EFFETTO, ovvero come hai portato ad esempio tu, il miglioramento intellettuale dell\'individuo.
<BR>Secondo me quella non è volontà, ma è l\'effetto di un processo che (a seconda del punto di vista da cui è interpretato) non è altro che o un processo chimico-fisiologico del tutto necessario (punto di vista esterno) oppure è sì frutto della volontà dell\'individuo (punto di vista interno), ma non è la volontà stessa.
<BR>Se poi ho capito bene quello che hai inteso a proposito del libero arbitrio, tu dici che le scelte delle persone non possono essere previste, ma solamente \"mappate\". Mi spiego: nonostante sia sempre riduttiva anche la più precisa e dettagliata schematizzazione dell\'albero decisionale di una o più persone, ammettiamo per un momento che se ne possa fare una almeno approssimativamente esaustiva; comunque (secondo come ho capito i tuoi discorsi) io a quel punto avrei una mappa dei possibili percorsi, potrei prevedere solo le possibili combinazioni, non quello che succederà. A questo proposito mi sembra buono il vecchio esempio delle previsioni del tempo: per fare previsioni non ho bisogno di una \"mappatura\", ma di altre due cose: un modello fisico adeguato ( e supponiamo per un momento di avercelo) e (cosa più spinosa) un\'adeguata quantità di dati sul sistema, tale da potere impostare i miei conti.
<BR>Oggigiorno la nostra incapacità di prevedere il tempo a lungo termine viene soprattutto dalla mancanza di quest\'ultima cosa: dati sulla situazione atmosferica, o per meglio dire i dati li abbiamo, ma non sono abbastanza precisi. Con un \'ideale precisione infinita potremmo prevedere il tempo da qui ad un milione di anni, ma, per la teoria del caos anche una piccola imprecisione manda a scatafascio velocemente gli algoritmi di calcolo del buon vecchio meteosat... ho sentito una volta un professore dire che i calcoli vengono effettuati dividendo l\'atmosfera in cubi di aria da 10 km di lato, ognuno dei quali viene considerato come una \"molecola\", cioè un\'unità indivisibile avente pressione, temperatura e tutti gli altri parametri omogenei..
<BR>questo vi dovrebbe rendere l\'idea di quanto imprecisi ne escano i conti, ma per il momento meglio di così non si riesce a fare, neanche con il cervellone della nasa...ma sto divagando, chiedo scusa, comunque il concetto l\'ho reso no? Alla fine un essere umano è complicato, ma fisicamente prevedibile molto più dell\'atmosfera, ma in linea di principio siamo vincolati e calcolabili...la volontà ed il libero arbitrio sono frutto dell\'abbaglio che ognuno di noi prende guardando se stesso e credendo di essere libero (e diciamola tutta... è più che comprensibile... a chi piacerebbe sentirsi paragonato ad una molecola d\'aria?).
<BR>Per quanto riguarda l\'analisi \"antropologica\" di tamaladissa, devo dire che l\'apprezzo, ma devo dire che il fatto che l\'ambiente influenzi l\'uomo e non il contrario vale solo dal punto di vista che io ho chiamato \"oggettivo\", cioè visto esternamente l\'uomo per quanto ingegnoso ecc.. resta sempre un animale che è vincolato alle leggi della natura e quindi è figlio e schiavo dell\'ambiente che lo circonda. Ma da un punto di vista introspettivo l\'introduzione del concetto di volontà e di libertà nasce proprio dalla negazione della propria totale dipendenza dall\'esterno, dall\'affermazione di indipendenza \"spirituale\" per così dire (\"con la volontà si può fare qualsiasi cosa\" è un modo di dire che chiaramente evidenzia il concetto che intendo).
<BR>L\'uomo è libero di scegliere e, anche se può essere schiacciato dalla natura, comunque non ne sarà mai costretto a volere ciò che non vuole. Se qualcuno ci crede (io personalmente no) in un\'ottica religiosa la volontà presenta dei caratteri molto simili al concetto di \"anima\".
<BR>La smetto qui se no mi tocca fare una pubblicazione cartacea...
<BR>Notte

SoN_NYO
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Messaggio da SoN_NYO » 01 gen 1970, 01:33

Io esporrò semplicemente ciò chep enso, o cioè che la volontà di un uomo nn può essere prevista. O meglio, può essere intuita ma nn prevista. Questo Xkè l\'uomo è un mistero X gli altri uomini. Ad esempio Germania nn capirà mai dove voglio girare io, X il semplice fatto che sono un pazzoide, quindi potrei fare una scelta assurda! Questo è uno stupido esempio tanto X far capire. Inoltre penso che la volontà di un uomo nn possa essere fermata, cioè secondo me vince la volontà + forte, in ogni cosa. Chi è + determinato, + pronto, riesce a sopraffarre chhi nn lo è, e questo si può vedere quotidianamente.[addsig]
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