Lingua :P e Scuola Normale

In questo forum si discute delle Olimpiadi di Matematica

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Lucio
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Messaggio da Lucio » 01 gen 1970, 01:33

Mi scuso se questo post non c\'entra molto con le olimpiadi, xò riguarda parecchi degli ormai ex partecipanti.
<BR>
<BR>(Mi) chiedevo x\' all\'esame d\'ammissione alla Scuola Normale non si accerti la conoscenza di una lingua straniera; ovviamente x quanto riguarda il linguaggio matematico o la materia che è.
<BR>Magari dicono: x\' escludere qualche mente eccelsa solo x\' non sa pochi termini matematici (o altro)?
<BR>A me sembra che una Scuola così, che propone all\'ammissione problemi che presuppongono conoscenze molto avanzate rispetto al liceo, possa (debba) interessarsi a questo aspetto.
<BR>
<BR>Gli altri olimpionici che dicono? (senza coinvolgimenti xsonali del tipo \"avevo 5 in inglese, lo odio, non son d\'accordo\" <IMG SRC="images/forum/icons/icon_biggrin.gif">)
<BR>
<BR>La nuova riforma prevede cmq l\'accertamento della conoscenza di una lingua x ogni corso di laurea, ma la Scuola Normale, così prestigiosa e con collegamenti internazionali, non dovrebbe darvi un\'attenzione particolare?
<BR>
<BR>Tschüss <IMG SRC="images/forum/icons/icon_smile.gif">

Kornholio
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Messaggio da Kornholio » 01 gen 1970, 01:33

Proprio poiché i numeri sono un qualcosa che riesce a trascendere da molteplici realtà, la conoscenza di una lingua straniera non dovrebbe essere strettamente necessaria ad buon un matematico... so che c\'è gente che ha insistito e insiste tanto sulla questione \"dialogo internazionale\" (leggi:Roberto Dvorncich), ma secondo me è una questione di secondo piano... ti sembrerebbe normale se un\'università di medicina dedicasse 12 lezioni mensili allo studio della geologia ? Sì, ok, bella, interessante, ma come dice un mio conterraneo : che c\'azzeca ???
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Lucio
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Messaggio da Lucio » 01 gen 1970, 01:33

matematica : inglese = medicina : geologia
<BR>non mi sembra una proporzione corretta.
<BR>
<BR>Se x un medico la composizione del terreno vulcanico può non essere importante, altrettanto non mi sembra si possa dire dell\'inglese (almeno) x un matematico. Non ti è mai capitato di leggere una pagina web in inglese su un argomento che in italiano non hai trovato? Mai vista una pagina inglese con tante amenità sul pi greco o i primi di Mersenne? A cercar bene magari si troverà in italiano (anche se molto + scarna) e tempo e completezza sono importanti.
<BR>
<BR>Ah, tu che hai buone possibilità di andare a Cortona gli anni futuri, sappi che nella gara a squadre ci saranno con ottima probabilità problemi col testo in inglese, non tradotti.
<BR>Tschüss.
<BR>
<BR>Ah, pssst:
<BR>1) se qualcuno un dì risolverà la congettura di Goldbach <IMG SRC="images/forum/icons/icon_confused.gif"> avrai la pazienza che qualcuno la traduca in italiano (con errori ed omissioni da mettere in conto)?
<BR>2) se sarai tu a risolverla, <IMG SRC="images/forum/icons/icon_biggrin.gif"> affideresti la traduzione a un altro? <IMG SRC="images/forum/icons/icon_smile.gif"><BR><BR><font size=1>[ This message was edited by: Lucio on 2001-08-13 23:32 ]</font>

Kornholio
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Messaggio da Kornholio » 01 gen 1970, 01:33

Sì, mi è capitato spesso di trovare pagine interessanti in inglese... anyway, mi pare il discorso vertesse sul dare MAGGIORE attenzione all\'inglese di quanta non se ne dia già... la mia obiezione riguardava la disuguaglianza, non la condizione di esistenza...
<BR>
<BR>Per quanto riguarda Cortona dubito riuscirò mai ad accederci, visti i punteggi da schifo che ho totalizzato in questi due anni di partecipazione a Cesenatico...
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parerga
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Messaggio da parerga » 01 gen 1970, 01:33

In effetti non è un argomento molto centrato... Comunque... La Normale è una scuola, scopo del concorso di ammissione dovrebbe essere scoprire le capacità, non le conoscenze; quelle te le darà la scuola, appunto. Il primo anno in Normale bisogna seguire due corsi di lingue, credo sia un bene. Ma se vai a studiare matematica... la selezione non può essere fatta sulla lingua! No?[addsig]
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Lucio
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Messaggio da Lucio » 01 gen 1970, 01:33

X Jack VanderCloud
<BR>
<BR>Io sono arrivato a Cesenatico in 3a x la prima volta e feci 14. Ma quello fu un anno con dei punteggi molto alti: 41, 40, 39, 37...
<BR>Non so quanto tu abbia fatto l\'anno scorso, quest\'anno mi pare 11, ma col primo che ha fatto 30, il secondo 28 e 3 con 27, un 11 vale + di un 14 con i primi oltre i 40. Pensa che Emanuele Spadaro (ciao <IMG SRC="images/forum/icons/icon_smile.gif">) quell\'anno (1999) ha fatto il suo punteggio + alto (31) ed era in 2a. Gli anni cui hai partecipato tu sono stati atipici: max punteggi rispettivamente 35 e 30... hai buone probabilità di fare un doppio Cortona stage. <IMG SRC="images/forum/icons/icon_smile.gif">
<BR>
<BR>Tschüss

sergio_vanni
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Messaggio da sergio_vanni » 01 gen 1970, 01:33

Mi sembra di ricordare che Erasmo da Rotterdam abbia scritto il suo Elogio della follia essendo ospite di Tommaso Moro in Inghilterra. Come avrebbero dialogato i due se ognuno di essi avesse conosciuto soltanto la sua lingua natale?
<BR>La comunicazione scientifica richiede l’esistenza di una lingua comune: si può discutere su quale essa debba essere (si pensi al tentativo di introdurre l\'esperanto ed al ruolo esercitato per secoli dal latino), ma non si può evitare che essa ci sia. Inoltre è velleitario pensare che il “traduttore” possa essere un personaggio culturalmente differente dall’autore dello scritto che è chiamato a tradurre: i migliori traduttori di poesie sono poeti (si pensi alle traduzioni shakespeariane di Quasimodo), i migliori “traduttori” (trascrittori) di musica sono musicisti di rango, etc. Perché la matematica dovrebbe fare eccezione? A chi compete la scelta dell’opera da tradurre se non ad un “tecnico” in possesso di doppia conoscenza linguistica?
<BR>Per come la vedo io, ogni università (e non solo la Normale) dovrebbe controllare che i suoi studenti posseggano (e pratichino) le opportune idoneità linguistiche.
<BR>Piuttosto, il punto dolente è forse un altro: non si dovrebbe aspettare il momento dell’ingresso in università per scoprire (come studenti e come mondo della scuola) che è opportuno saper comunicare anche in una lingua diversa dalla propria!
<BR>
Il delitto non paga, paga il mandante

Kornholio
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Messaggio da Kornholio » 01 gen 1970, 01:33

Beh, se l\'importante è sapersi esprimere in
<BR>una lingua diversa dalla propria, perchè
<BR>questa deve essere necessariamente
<BR>l\'inglese ? Le mie preferenze vanno nettamente al francese e allo spagnolo...
<BR>e se c\'è necessità di una lingua universale,
<BR>perchè proprio l\'inglese ? L\'esperanto è estremamente più semplice e di efficacia non minore dell\'inglese...
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sergio_vanni
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Messaggio da sergio_vanni » 01 gen 1970, 01:33

Caro Kornholio,
<BR>Credo che non dipenda da noi; credo che l’affermarsi di una lingua sul piano internazionale non nasca come risultato di un processo di aggregazione delle preferenze dei singoli, ma dipenda fortemente dall’affermarsi del potere economico e politico dello stato o degli stati nei quale essa è parlata. Il motto del britannico ordine della giarrettiera è in francese, ma è dalla sconfitta di Napoleone che il Regno Unito prima e gli USA poi hanno imposto al mondo l’inglese come lingua internazionale.
<BR>All’Università di Anversa (zona fiamminga del Belgio) molti corsi sono svolti in inglese e i docenti che scelgono di svolgere i loro corsi in inglese ricevono un salario maggiorato; altrettanto avviene alla prestigiosa università svizzera di Losanna. Forse si tratta di provincialismo alla rovescia ma “c’est le monde, comme il va”.
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<BR>“I will say the only words that you understand, my Michelle” (the Beatles)
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